Antonio Gramsci
Antonio Gramsci (Ales, 1891 – Roma, 1937) è stato un filosofo, politico e teorico marxista tra le figure più influenti del pensiero italiano del Novecento. Tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia nel 1921, ne divenne segretario e fu eletto deputato. Arrestato dal regime fascista nel 1926, fu condannato nel 1928 da un Tribunale speciale che, secondo l'accusa, voleva «impedire a questo cervello di funzionare». Durante la lunga detenzione redasse i celebri "Quaderni del carcere", opera fondamentale in cui elaborò concetti come l'egemonia culturale e il ruolo degli intellettuali, e scrisse le intense "Lettere dal carcere". Il suo pensiero ha avuto vasta eco internazionale, influenzando filosofia politica, studi culturali e movimenti di tutto il mondo. Morì a Roma a soli 46 anni, pochi giorni dopo aver scontato la pena.
Il commiato
27 aprile 1937 · Roma
Antonio Gramsci morì a Roma il 27 aprile 1937, all'età di 46 anni, per un'emorragia cerebrale che ne stroncò la salute già minata da anni di dura detenzione. Riposa nel cimitero acattolico di Roma, presso Porta San Paolo, noto anche come Cimitero degli Inglesi: una piccola urna ne custodisce le ceneri in un luogo quieto e visitabile, meta di studiosi e visitatori da tutto il mondo.