Vittorio Emanuele Orlando
Vittorio Emanuele Orlando (Palermo, 1860 – Roma, 1952) fu giurista, statista e Presidente del Consiglio del Regno d'Italia. Allievo e poi cattedratico di diritto, divenne uno dei massimi studiosi italiani di diritto pubblico, fondatore della cosiddetta "scuola giuridica nazionale". Entrato in politica, ricoprì diversi incarichi ministeriali prima di assumere la guida del governo nell'ottobre 1917, all'indomani della disfatta di Caporetto, riorganizzando la resistenza nazionale fino alla vittoria del 1918: per questo fu detto il "Presidente della Vittoria". Nel 1919 guidò la delegazione italiana alla Conferenza di pace di Parigi. Avversario del fascismo dopo il delitto Matteotti, si ritirò dalla vita pubblica per riapparire nel secondo dopoguerra come padre costituente e senatore. È ricordato anche per le sue opere di dottrina giuridica.
Il commiato
1 dicembre 1952 · Roma
Vittorio Emanuele Orlando morì a Roma il 1º dicembre 1952, all'età di 92 anni. Concluse la sua lunga parabola di giurista e statista nella capitale, città in cui aveva svolto gran parte della sua attività politica e accademica. Le sue spoglie riposano nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, in piazza della Repubblica, dove è collocato il suo monumento sepolcrale.
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