Vittorio Emanuele II
Vittorio Emanuele II di Savoia (Torino, 1820 – Roma, 1878) fu Re di Sardegna dal 1849 e primo Re d'Italia dal 1861, ricordato come il "Padre della Patria" per il ruolo centrale che ebbe nel processo di unificazione nazionale. Salito al trono sabaudo dopo l'abdicazione del padre Carlo Alberto, seguita alla sconfitta di Novara, mantenne lo Statuto Albertino e si avvalse dell'opera politica di Camillo Benso conte di Cavour. Sotto il suo regno si compirono le campagne risorgimentali, l'incontro con Giuseppe Garibaldi a Teano e la proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Nel 1865 trasferì la capitale a Firenze e, con la presa di Roma del 1870, completò l'unità portando la capitale nella città eterna. La sua figura resta legata alla nascita dello Stato italiano moderno.
Il commiato
9 gennaio 1878 · Roma
Vittorio Emanuele II morì a Roma il 9 gennaio 1878, colpito da una malattia, e fu il primo sovrano a regnare sull'Italia unita fino alla fine. Riposa nel Pantheon di Roma, all'interno della monumentale tomba a lui dedicata, divenuta meta di omaggio nazionale. Il sepolcro, posto nella celebre rotonda, è liberamente visitabile dai cittadini e dai visitatori.