Luigi Sturzo
Luigi Sturzo (Caltagirone, 1871 – Roma, 1959) fu presbitero e politico italiano, tra le figure più influenti del cattolicesimo democratico del Novecento. Ordinato sacerdote nel 1894, unì l'impegno pastorale a un'intensa attività sociale e amministrativa nella sua Sicilia. Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano, primo partito organizzato dei cattolici dopo la fine del non expedit, di cui fu segretario. Convinto antifascista, si oppose al regime di Mussolini e visse un lungo esilio tra Londra e gli Stati Uniti, rientrando in Italia nel 1946. Teorico del popolarismo, dell'autonomismo e del municipalismo, denunciò clientelismo e mafia. Nel 1952 il Presidente Luigi Einaudi lo nominò senatore a vita. Tra i suoi scritti più noti, l'appello «Ai liberi e forti» (1919) e l'opera «Italia e fascismo».
Il commiato
8 agosto 1959 · Roma
Luigi Sturzo morì a Roma l'8 agosto 1959, all'età di ottantasette anni, ancora in carica come senatore a vita. La salma fu inizialmente tumulata a Roma e poi traslata, il 3 giugno 1962, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Caltagirone, sua città natale, dove tuttora riposa. A quarant'anni dalla morte il Comune di Caltagirone pose in suo onore una lapide commemorativa.