Luchino Visconti
Luchino Visconti (Milano, 1906 – Roma, 1976), nato Luchino Visconti di Modrone da una delle più antiche famiglie aristocratiche lombarde, è stato uno dei maestri del cinema e del teatro italiano del Novecento. Tra i padri del Neorealismo con l'esordio "Ossessione" (1943), seppe poi muoversi verso un grande affresco storico e melodrammatico, attento alla decadenza delle classi e all'estetica della messa in scena. Firmò capolavori come "La terra trema" (1948), "Senso" (1954), "Rocco e i suoi fratelli" (1960) e "Il Gattopardo" (1963), Palma d'oro a Cannes. Negli ultimi anni realizzò la cosiddetta "trilogia tedesca", con "Morte a Venezia" (1971) e "Ludwig" (1973). Fu anche regista lirico e di prosa di riferimento, legato in particolare a Maria Callas e al Teatro alla Scala. La sua opera unì rigore formale, cultura europea e profondità psicologica.
Il commiato
17 marzo 1976 · Roma
Luchino Visconti morì a Roma il 17 marzo 1976, a sessantanove anni, a causa di un ictus, dopo anni segnati dai postumi di una precedente trombosi che lo costringeva su una sedia a rotelle senza fermarne il lavoro. Riposa nel parco della Villa La Colombaia, dimora di famiglia a Forio d'Ischia, luogo a lui caro e oggi parco culturale aperto al pubblico.
Foto: Marisa Rastellini (Mondadori Publisher), via Wikimedia Commons, Public domain · Fonte