Italo Svevo
Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz, è stato uno scrittore e drammaturgo italiano nato a Trieste nel 1861, allora parte dell'Impero austriaco. Cresciuto in un ambiente mitteleuropeo e di cultura ebraica, scelse uno pseudonimo che fondeva le due anime, italiana e austriaca, della sua formazione. Impiegato di banca per necessità economiche, coltivò la scrittura pubblicando i romanzi "Una vita" (1892) e "Senilità" (1898), accolti con scarsa attenzione. La svolta arrivò con "La coscienza di Zeno" (1923), opera che, anche grazie al sostegno di James Joyce, lo impose alla critica europea. Svevo introdusse nella letteratura italiana un'indagine analitica della coscienza e dell'inconscio, nutrita da Schopenhauer e da Freud, dando vita alla figura dell'eroe inetto e malato, specchio della crisi esistenziale del Novecento.
Il commiato
13 settembre 1928 · Motta di Livenza
Italo Svevo morì il 13 settembre 1928 a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, all'età di sessantasei anni. Fu coinvolto in un incidente automobilistico mentre rientrava a Trieste; ricoverato in ospedale, le sue condizioni precipitarono per una crisi cardiaca e respiratoria, aggravata da un enfisema polmonare di cui soffriva da tempo. I funerali si svolsero a Trieste il 15 settembre secondo il rito ebraico. Riposa nella cappella di famiglia del Cimitero di Sant'Anna, a Trieste.