Giuseppe Zanardelli
Giuseppe Zanardelli nacque a Brescia il 26 ottobre 1826 e fu un patriota e politico italiano. Militante democratico, prese parte ai moti del 1848 in Lombardia e visse in esilio, prima in Toscana nel 1849 e poi in Svizzera nel 1859, prima di tornare a Brescia in occasione della seconda guerra d'indipendenza.
Fu eletto ininterrottamente alla Camera dei deputati del Regno d'Italia dal 1860 fino alla morte, militando nelle file della Sinistra storica; dopo l'ascesa al potere di questo schieramento nel 1876, ricoprì numerosi incarichi ministeriali nei governi di sinistra che si succedettero.
Contrario al trasformismo di Agostino Depretis, formò con altri esponenti democratici la corrente d'opposizione nota come pentarchia. Come ministro di grazia e giustizia nel primo governo Crispi fu autore del nuovo codice penale, rimasto in vigore fino al 1930 e innovativo per l'epoca poiché aboliva la pena di morte. Si allontanò poi da Crispi per la politica coloniale in Africa, divenne presidente della Camera e guardasigilli nel governo di Rudinì, dimettendosi dopo la repressione dei moti di Milano del 1898. Guidò infine il governo dal 1901 al 1903, insieme a Giovanni Giolitti agli Interni, in un periodo che preparò la successiva età giolittiana.
Il commiato
26 dicembre 1903 · Toscolano Maderno
Giuseppe Zanardelli morì a Toscolano Maderno il 26 dicembre 1903, pochi mesi dopo la conclusione del suo mandato da Presidente del Consiglio.
- https://www.wikidata.org/wiki/Q552220
- https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Zanardelli
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