Giovanni Verga
Giovanni Verga (Catania, 1840 – Catania, 1922) è stato uno dei più grandi scrittori italiani dell'Ottocento e il maggiore esponente del Verismo, la corrente letteraria che applicava alla narrativa i principi dell'osservazione oggettiva della realtà. Trasferitosi a Firenze e poi a Milano, maturò la propria poetica raccontando con rigore impersonale il mondo dei vinti, contadini e pescatori siciliani schiacciati dalla miseria e dal destino. Concepì il ciclo dei "Vinti", di cui completò due romanzi: "I Malavoglia" (1881), affresco corale di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, e "Mastro-don Gesualdo" (1889), storia dell'ascesa e della solitudine di un uomo arricchito. Celebri anche le sue raccolte di novelle, fra cui "Vita dei campi" (1880), che contiene "Cavalleria rusticana", poi ridotta in dramma e resa immortale dall'opera di Mascagni. La sua prosa innovò profondamente la lingua narrativa italiana.
Il commiato
27 gennaio 1922 · Catania
Giovanni Verga morì a Catania il 27 gennaio 1922, all'età di 81 anni, nella casa di famiglia in via Sant'Anna, in seguito a un ictus che lo aveva colpito nei giorni precedenti. Lo scrittore, ormai ritiratosi da tempo dalla vita letteraria, era tornato a vivere nella sua città natale. Le sue spoglie riposano nel Cimitero monumentale di Catania, dove la sua tomba è meta di visite e omaggi.