Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli (1855-1912) è uno dei maggiori poeti italiani tra Otto e Novecento, figura cardine del Decadentismo e maestro di una poetica intima, attenta alle piccole cose e alla natura. Segnato fin da bambino dall'assassinio del padre, elaborò la celebre teoria del "fanciullino", lo sguardo ingenuo e stupito che vede il mondo con occhi nuovi. Tra le sue raccolte fondamentali figurano "Myricae" (1891), i "Canti di Castelvecchio" (1903) e i "Poemetti", con il suo linguaggio musicale, fonosimbolico e ricco di onomatopee. Latinista di vaglia, vinse più volte il concorso di poesia latina di Amsterdam. Succedette a Giosue Carducci sulla cattedra di Letteratura italiana all'Università di Bologna. La sua opera ha influenzato profondamente la lirica italiana del Novecento.
Il commiato
6 aprile 1912 · Bologna
Giovanni Pascoli morì a Bologna il 6 aprile 1912, all'età di 56 anni, per un tumore del fegato che lo aveva da tempo debilitato. Per sua volontà riposa a Castelvecchio di Barga, in provincia di Lucca, nella cappella adiacente alla casa dove visse con la sorella Maria, oggi Casa Museo Pascoli. Il luogo, immerso nel paesaggio della Garfagnana che ispirò tante sue poesie, è aperto alle visite.