Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio (1313–1375) è stato uno dei massimi scrittori e umanisti italiani del Trecento, considerato insieme a Dante e Petrarca una delle "tre corone" della letteratura fiorentina. La sua opera più celebre è il "Decameron", raccolta di cento novelle narrate da dieci giovani rifugiatisi in campagna durante la peste del 1348: un affresco vivo e realistico della società del tempo che fonda la prosa narrativa italiana. Scrisse anche opere giovanili come il "Filocolo", il "Filostrato", la "Teseida" e l'"Elegia di Madonna Fiammetta". Grande studioso e divulgatore di Dante, ne compose la "Trattatello in laude di Dante" e tenne pubbliche letture della Commedia a Firenze. Erudito appassionato di antichità classiche, produsse opere latine come il "De mulieribus claris" e il "De casibus virorum illustrium".
Il commiato
21 settembre 1375 · Certaldo
Boccaccio morì il 21 settembre 1375 a Certaldo, nella Valdelsa fiorentina, dove si era ritirato negli ultimi anni, provato dalla malattia e dalle difficoltà economiche. Le fonti indicano come causa un edema (idropisia). Fu sepolto nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo di Certaldo, dove ancora oggi se ne conserva la memoria con un monumento funebre e un busto a lui dedicati.