Giacomo Matteotti
Giacomo Matteotti (1885-1924) fu un giurista e politico socialista italiano, tra le figure più rappresentative dell'opposizione al fascismo. Nato a Fratta Polesine, in Polesine, si distinse come studioso di diritto penale e come amministratore locale impegnato a favore dei braccianti e delle classi popolari. Deputato dal 1919, divenne segretario del Partito Socialista Unitario. È celebre soprattutto per il discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924, con cui denunciò con documenti le violenze e i brogli che avevano viziato le elezioni di quell'anno, chiedendo l'annullamento del voto. Tra i suoi scritti figurano studi giuridici e l'analisi politica "Un anno di dominazione fascista". La sua intransigenza morale e il suo coraggio ne fecero un simbolo della resistenza democratica.
Il commiato
10 giugno 1924 · Roma
Pochi giorni dopo il discorso del 30 maggio 1924, il 10 giugno Matteotti fu rapito a Roma da una squadra fascista e ucciso a colpi d'arma da taglio. Il corpo, occultato, fu ritrovato il 16 agosto seguente. Riposa nel cimitero di Fratta Polesine (Rovigo), suo paese natale, dove la tomba è tuttora meta di visite e omaggi.