Francesco Saverio Nitti
Francesco Saverio Nitti, nato a Melfi il 19 luglio 1868, è stato una figura di spicco della storia italiana, distinguendosi come economista, saggista, politico e convinto antifascista. Nel corso della sua carriera istituzionale, ricoprì la carica di Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia e fu più volte ministro. Fu il primo esponente del Partito Radicale Italiano a guidare il governo, nonché il primo Presidente del Consiglio nato dopo il compimento dell'Unità d'Italia.
La sua attività scientifica nel campo dell'economia ottenne ampi consensi anche all'estero, dove vennero pubblicate e diffuse diverse sue opere. Nitti fu inoltre uno dei massimi teorici del meridionalismo: dedicò gran parte dei suoi studi all'analisi delle cause del ritardo economico del Mezzogiorno post-unitario, elaborando soluzioni per la questione meridionale e approfondendo le origini storiche del brigantaggio.
Durante il periodo fascista, a causa delle violente aggressioni e persecuzioni perpetrate dagli squadristi, fu costretto a lasciare l'Italia e a vivere in esilio. Anche dall'estero mantenne un ruolo attivo nella resistenza al regime, supportando e finanziando le attività delle forze antifasciste.
Il commiato
20 febbraio 1953 · Roma
Francesco Saverio Nitti è deceduto a Roma il 20 febbraio 1953; le fonti non specificano la causa della sua morte. La sua sepoltura si trova presso il cimitero del Verano.
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