Curzio Malaparte
Curzio Malaparte, pseudonimo di Kurt Erich Suckert (Prato, 1898 – Roma, 1957), fu scrittore, giornalista, drammaturgo e inviato di guerra italiano, tra le voci più originali e controverse del Novecento. Volontario nella Prima guerra mondiale, attraversò il fascismo da protagonista e poi da dissidente, conoscendo il confino. La sua fama internazionale è legata soprattutto a due romanzi-reportage sulla Seconda guerra mondiale: «Kaputt» (1944), affresco allucinato del crollo dell'Europa nazista, e «La pelle» (1949), sguardo crudo su Napoli occupata dagli Alleati. Scrisse anche il saggio politico «Tecnica del colpo di Stato» (1931) e fece costruire a Capri la celebre Casa Malaparte, icona dell'architettura razionalista. Prosa visionaria e gusto della provocazione ne fanno una figura ancora oggi discussa e studiata.
Il commiato
19 luglio 1957 · Roma
Curzio Malaparte morì a Roma il 19 luglio 1957, all'età di cinquantanove anni, stroncato da un carcinoma del polmone dopo una lunga malattia. Per sua espressa volontà fu sepolto in un mausoleo fatto erigere sulla cima del Monte Spazzavento, nei pressi della natìa Prato: voleva riposare lassù, in cima al colle battuto dal vento, dominando la sua terra toscana.