Cesare Pavese
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 1908 – Torino, 1950) è stato uno dei maggiori scrittori, poeti e traduttori italiani del Novecento. Laureatosi a Torino con una tesi su Walt Whitman, fu figura centrale della casa editrice Einaudi e tra i principali mediatori della letteratura angloamericana in Italia, traducendo autori come Melville, Joyce, Faulkner e Steinbeck. Confinato dal regime fascista in Calabria nel 1935, trasse da quell'esperienza la raccolta poetica "Lavorare stanca". La sua narrativa indaga il rapporto tra città e campagna, il mito e la memoria: tra le opere più note "Paesi tuoi", "La luna e i falò" e "La bella estate", con cui vinse il Premio Strega nel 1950. Pubblicò anche il diario "Il mestiere di vivere", testimonianza intensa del suo travaglio interiore.
Il commiato
27 agosto 1950 · Torino
Cesare Pavese morì a Torino il 27 agosto 1950, a soli 41 anni, in una camera dell'albergo Roma, per un sovradosaggio di barbiturici: un gesto volontario maturato in un profondo travaglio personale, pochi mesi dopo il successo del Premio Strega. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Santo Stefano Belbo, il paese delle Langhe dove era nato e che ispirò gran parte della sua opera, tra cui "La luna e i falò".