Bettino Craxi
Bettino Craxi, all'anagrafe Benedetto Craxi (Milano, 1934 – Hammamet, 2000), è stato uno dei politici italiani più influenti del secondo Novecento. Segretario del Partito Socialista Italiano dal 1976 al 1993, ne rilanciò l'identità riformista in autonomia dal Partito Comunista. Fu Presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987, guidando uno dei governi più longevi della Prima Repubblica: il suo esecutivo affrontò la lotta all'inflazione con il taglio della scala mobile e la crisi di Sigonella nei rapporti con gli Stati Uniti. Protagonista del cosiddetto "decennio socialista", la sua carriera fu travolta all'inizio degli anni Novanta dall'inchiesta Mani pulite e dagli scandali di Tangentopoli. Condannato in via definitiva, dal 1994 visse in esilio volontario a Hammamet, in Tunisia, fino alla morte. Resta una figura tra le più discusse e divisive della storia repubblicana italiana.
Il commiato
19 gennaio 2000 · Hammamet (Tunisia)
Bettino Craxi morì il 19 gennaio 2000 ad Hammamet, in Tunisia, dove si era ritirato in esilio dal 1994. La morte fu causata da complicazioni legate al diabete mellito di cui soffriva da tempo. Riposa nel cimitero cristiano di Hammamet, affacciato sul Mediterraneo, in una tomba sobria divenuta meta di visite e commemorazioni. Il luogo è accessibile e visitabile.