Benedetto Croce
Benedetto Croce (Pescasseroli, 1866 – Napoli, 1952) è stato il più influente filosofo, storico e critico letterario italiano della prima metà del Novecento, oltre che figura politica di primo piano. Teorico dello storicismo idealista, elaborò una vasta "Filosofia dello spirito", il cui primo volume è l'"Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale" (1902). Fondò e diresse per oltre quarant'anni la rivista "La Critica", strumento di una pervasiva egemonia culturale liberale. Senatore del Regno e già ministro della Pubblica Istruzione, nel 1925 redasse il "Manifesto degli intellettuali antifascisti", divenendo voce simbolo dell'opposizione liberale al regime. Dopo la caduta del fascismo fu tra i rifondatori del Partito Liberale Italiano, ministro senza portafoglio e membro dell'Assemblea Costituente. La sua opera segnò profondamente il pensiero e la scuola italiani.
Il commiato
20 novembre 1952 · Napoli
Benedetto Croce morì il 20 novembre 1952 a Napoli, nella sua abitazione di Palazzo Filomarino, all'età di 86 anni. Riposa nel Cimitero di Poggioreale a Napoli, il principale camposanto monumentale cittadino, luogo aperto al pubblico e visitabile. La sua tomba è meta di studiosi e ammiratori del pensiero crociano.
Foto: prof. Arnaldo Polacco (1876-1960), via Wikimedia Commons, Public domain · Fonte